Il Suo Esercizio è Dovere Civico

Pubblicato da Blicero il 13.04.2008

(Foto di Bossanostra)

Il dottore non si era dato per vinto, incrollabile nella sua ferrea convinzione di asservito democratico. E aveva continuato a navigare, ad affrontare i flutti legislativi, ad armeggiare con le ancore telematiche, a veleggiare sulle increspature linguistiche. Aveva trovato la spiegazione, la soluzione dell’arcano – forse. “La legge 21 dicembre 2005, n. 270 ha introdotto un sistema per l’elezione della Camera dei deputati di tipo interamente proporzionale, con l’eventuale attribuzione di un premio di maggioranza in ambito nazionale, che sostituisce quello misto precedentemente in vigore”.

Proporzionale? Calma: vuol dire che è equo, che è misurato, proporzionato appunto. Quello “precedentemente in vigore” era misto, quindi un ibrido, raffazzonato. Perciò hanno riformato in meglio questa volta. All’improvviso, il naufragio: “I seggi sono ripartiti proporzionalmente in ambito nazionale tra le coalizioni di liste e le liste che abbiano superato le soglie di sbarramento previste dalla legge. Sono ammesse alle ripartizione dei seggi soltanto le coalizioni che abbiano raggiunto almeno il 10% del totale dei voti validi e, al loro interno, le liste che abbiano ottenuto il 2% dei voti, le liste rappresentative di minoranze linguistiche con almeno il 20% dei voti della circoscrizione e la lista che abbia conquistato più voti tra quelle che non hanno conseguito il 2% dei voti. Partecipano inoltre alla ripartizione dei seggi le liste che non fanno parte di alcuna coalizione, a condizione che abbiano avuto almeno il 4% dei voti a livello nazionale”. Aramaico, per il dott. Meroni.

Eppure, in televisione, dicono che sia facile votare. Basta una croce, no? I suoi dipendenti hanno assicurato la facilità del procedimento, la maggiore democraticità, lo spirito ulteriormente pluralista e sommessamente liberal-progressista. Non avevano parlato di soglie di sbarramento, di percentuali, di coalizioni, di DPR e di TU e di leggi e leggine.

Dal computer alla televisione il passo è breve. Non ci sono le tribune, però, e non si può fare campagna elettorale: oddio. Nessuno ora può spiegarmi il sistema, non c’è la chiave per risolvere il rompicapo. Nessuno mi indicherà la luce, si angustiava annichilendosi il dottor Meroni. Dopo due ore, il primo spot. Finalmente. La scheda, quella per il Senato e quella per la Camera, la matita digitalizzata e statica, la croce che si materializzava sullo schermo. “Bisogna votare qua, facendo un segno con la matita” sentenziavano gli altoparlanti del televisore. La voce della ragionevolezza, calda, vibrante, accomodante. Allora è tutto semplice, si rassicurava il dottore. È tutto soffice, visto attraverso le lenti della televisione di Stato. Però c’era ancora qualcosa che non tornava.

Ad esempio: cosa centrano le coalizioni e le soglie di sbarramento? Non è che mi fregano anche questa volta? Perché è già successo, la volta scorsa mi hanno fregato. La volta scorsa non mi hanno fatto votare, i notabili burocrati a cui noi onesti e rispettabili professionisti diamo il pane. E il 4%, e il 10%, e il 603% cosa ci stanno a fare in una legge, che è fatta di parole? I dubbi laceravano il dottore, lo stavano portando sull’orlo di una crisi di nervi, appannavano la lucidità, atrofizzavano il regolare funzionamento delle usuali operazioni intellettuali. Il sonno veniva sempre meno, l’incertezza regnava, ormai incontrastata ed impietosa despota, sovrana.

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Drop the Hate / Commenti (1)

#1

Kagliostro
Rilasciato il 15.04.08

Ciaooooo LPR!
Passavo per un salutino post-elettorale prima della grosse coalition… e mi son trovato ad ammirare il tuo header.
Mi piace troppissimo: non è che c’hai il JPEG originale o sai dove lo posso prendere?
Perché io ho trovato versioni tutte bassa definizione (ovviamente mi serve per metterlo come immagine in qualche post, dunque l’originalità del tuo header sarebbe salva!)
CIAOOOOOOOOO

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